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3 giugno 2011

Il Diavolo veste rossonero: La miglior difesa è...la difesa!

C'è chi sogna il bomber da venti gol stagionali e chi il fantasista tutto prodezze, ma non c'è niente di più concreto di un'ottima difesa..

Quante volte abbiamo sentito dire la celeberrima frase: "La miglior difesa è..l'attacco?", in realtà non è proprio cosi...basta guardare le classifiche finali dei principali campionati europei per scoprire che tutti le compagini vincitrici hanno stabilito questo primato grazie alle loro impenetrabili difese: gli "illegali" del Barca hanno subito solo 21 gol nella Liga, i ragazzi terribili del Borussia Dortmund hanno dominato la Bundesliga subendo solo 22 reti, anche il sorprendente Lilla di Eden Hazard ha chiuso la Ligue1 con la miglior difesa (36), solo il Manchester United ha vinto la Premier League con la seconda miglior difesa (Chelsea e Manchester City hanno fatto leggermente meglio), questa però è la classica eccezione che conferma la regola.
C'è poco da dire, chi possiede la miglior difesa quasi sempre vince il campionato, anche il Milan campione d'Italia è l'esempio di questa regola non scritta.

La caratteristica predominante di questo 18° scudetto è stata proprio il cinismo, la capacità di chiudere tante partite sul punteggio di 1-0, impossibile non pensare dunque al Milan di Fabio Capello, che dominò tre campionati di fila subendo pochissimi gol e stabilendo con Sebastiano Rossi il record di imbattibilità (929 minuti senza subire reti, ottenuto dalla 16ª alla 26ª giornata del campionato 93/94).

Il parallelo tra il Milan degli "Invincibili" di Capello e quello attuale di Max Allegri non è blasfemo, anzì, a supportare questa tesi c'è un dato eloquente: nel girone di ritorno della stagione 93/94 il Milan subì solo 6 gol in 17 partite, mentre quest'anno i gol subiti nel ritorno sono stati 7 ma in ben 19 gare.
Un dato impressionante, Baresi-Maldini come Nesta-Thiago Silva. I due fenomeni che compongono il pacchetto centrale milanista (chiamato dai tifosi "Il Muro Rossonero") sono definiti dagli addetti ai lavori come i due più forti al mondo, forse solo le coppie Vidic-Ferdinand e Piquè-Puyol possono competere con il 13 e il 33, il livello è alto, altissimo.
La difesa meno battuta del nostro campionato non è formata solo dal "Muro", sarebbe riduttivo dire questo. Ogni giornata era impossibile non osservare sulla fascia destra un ragazzo che correva per tutti i novanta minuti, in grado sia di creare scompiglio nelle difese avversarie che di limitare gente come Cristiano Ronaldo e Samuel Eto'o, stiamo parlando di Ignazio Abate. Il biondo di origini campane è stato più volte lodato da Allegri per i suoi vistosi miglioramenti in fase difensiva, Ignazio (classe '86) è un prodotto del vivaio rossonero ed è stato il miglior laterale destro del campionato per distacco, l'unico forse a non apprezzarlo a dovere è stato il CT della nazionale italiana, Cesare Prandelli, che continua a preferirgli Cassani del Palermo e Maggio del Napoli, scelta francamente incomprensibile.
Sulla fascia sinistra, Gianluca Zambrotta è parso in netta ripresa rispetto al campionato scorso, la stagione per lui è partita in netto ritardo visto gli acciacchi dovuti all'età, ma nella parte finale la sua esperienza in fase difensiva ha dato ulteriore tranquillità al reparto (Allegri lo ha preferito ad un Antonini lontano parente di quello visto la stagione scorsa), un contributo che molti ritenevano ormai insperato visto che la sua carriera sta volgendo al termine.
Impossibile non citare Mario Yepes, il colombiano è arrivato "in silenzio" dal Chievo, 34 anni, ritenuto non più in grado di dare un contributo adeguato ad un top club come il Milan, niente di più sbagliato. Yepes è diventato in poco tempo l'idolo dei tifosi, sostituendo egregiamente, nel momento del bisogno, sia Thiago che Nesta in mezzo alla difesa; se al "Parco dei Principi" e al "Bentegodi" lo rimpiangono ancora oggi un motivo ci sarà..

Il Milan ha capito che un ottimo reparto difensivo può farti partire con un passo avanti rispetto agli altri, e a questo proposito, per la prossima stagione sono stati già acquistati a parametro zero due ottimi giocatori come Philippe Mexes e Taye Taiwo, e allo stesso tempo è stato rispedito al Genoa il "pacco" Sokratis Papastathopulos.
La miglior difesa è...la difesa, penso lo abbiate capito, ovviamente se in avanti hai gente come Ibrahimovic, Pato e Robinho, diventa tutto più facile...


Luigi Galantino

2 giugno 2011

Barcellona - Manchester United, il loro cammino



Champions League, ripercorriamo le cavalcate di Barcellona e Manchester United fino alla partita finale, che ha premiato come assoluti vincitori i blaugranda di Pep Guardiola.


28 maggio 2011: si conclude la sfida per club più prestigiosa d’Europa, la Champions League, ed ancora una volta, come 2 anni fa a Roma, a contendersela sono Barcellona e Manchester United. Lo stadio è diverso ma l’esito è sempre lo stesso, il Barça si impone sui red devils per 3-1 portando ancora una volta il prestigioso trofeo. Non basta la risposta di Rooney al ’34 ,che porta momentaneamente i reds in pareggio, infatti il secondo tempo è tutto di marca blaugrana e le giocate di Messi e David Villa aprono le porte ai catalani per il loro quarto titolo (tra Champions e Coppa campioni). Il Man Utd , dopo le battute iniziali, sembra spegnersi e subisce il gioco prepotente ed aggressivo del Barcellona che mette l’ipoteca sul 3 a 1.
Cerchiamo di ripercorrere pero la storia di entrambe le squadre durante tutta la competizione, cercando di analizzare numeri e percentuali delle due big Europee. Il Barcellona capita,col sorteggio,nel girone D assieme a Panathinaikos, Rubin Kazan e Copenaghen. La squadra riesce ad accumulare 14 punti riuscendo a qualificarsi agli ottavi senza alcuna difficoltà. Dato curioso è il grande distacco di differenze reti con solo 3 goal subiti e ben 14 segnati (Barcellona – Panathinaikos a.5-1 r.3-0 ; Barcellona – Rubin a. 1-1 r.2-0 ; Barcellona – Copenaghen a.2-0 r.1-1). Negli ottavi i blaugrana si trovano ad affrontare l’Arsenal, avversario ostico che ha fatto più che bene nel suo girone. L’andata fa tremare i catalani che perdono la partita a Londra per 2-1, ma nelle mura casalinghe i leoni si svegliano e con le prodezze di Messi raggiungono il risultato di 3-1, qualificandosi per i quarti. Qui il Barça incontra lo Shakhtar Donetsk che precedentemente ha eliminato la nostra Roma e che si presenta come squadra veloce e compatta. Per i catalani questa è forse la sfida ad eliminazione diretta più facile, di fatto, si impongono subito con un 5-1 al Camp Nou e con uno 0-1 in Ucraina superando con molta facilità anche questo ostacolo. In semifinale la tensione è alle stelle, il big match è alle porte, le due più grandi squadre della storia spagnola si affrontano per un posto nella finale di Wembley, Real Madrid – Barcellona è il derby iberico tanto atteso. La partita d’andata si svolge in casa Madrid, al Santiago Bernabeu, ma sono i blaugrana ad imporsi con un sontuoso 0-2, umiliando in casa i cugini spagnoli. Con la gara di ritorno il Real cerca l’impresa al Camp Nou, ma subisce per prima il goal. La reazione e il goal al ’64 non bastano alla squadra di Mourinho, e cosi l’avventura del Real si ferma ad un passo dalla finale. Il Barça ancora una volta, proprio come 2 anni fa, è in finale. 
 

Capitolo  Manchester Utd . I reds iniziano la loro competizione nel girone C con Glasgow Rangers, Valencia e Bursaspor. Anche il Manchester conquista 14 punti con 4 vittorie e 2 pareggi (Manchester – Rangers a.0-0 r.1-1 ; Man – Bursaspor a.1-0 r.0-3 ; Man – Valencia a.1-0 r. 0-1) conquistando così la fase a eliminazione diretta.Negli ottavi il Manchester incontra i francesi dell'Olympique Marsiglia che non sembrano avversari troppo ostici e di fatto i risultati gli danno ragione (0-0 e 2-1). Con ancora un ottima prestazione i Red devils si portano ai quarti dove ad attenderli c’è il Chelsea di Carlo Ancelotti. Anche questo viene considerato come un big match,la rivalità tra le due squadre inglesi è risaputa, e nessuna delle due ha voglia di perdere e fare brutta figura. Questa è sicuramente la partita più delicata e difficile dei Devils, i quali faticano per portare a casa i due risultati. La partita di trasferta dà una marcia in più al Manchester che riesce per 1-0 a vincere in casa Londra, anche se c’è da dire che soffre per tutto il corso della partita. Il 2-1 casalingo dà il via libero ai Reds per la semifinale dove dovranno affrontarsi con lo Shalke 04, la formazione tedesca che ha battuto nei quarti clamorosamente il club campione, l’Inter.
Forse il grande entusiasmo dei risultati o forse la grande forza della squadra inglese destabilizzano il club tedesco che subiscono un duro colpo nelle semifinali, perdendo 2-0 in casa e sprofondando all’Old Trafford per 4-1. La prestazione del Manchester è magnifica e la finale è conquistata grazie alle prodezze di Wayne Rooney e compagni. La finale di Wembley è una vera e propria bolgia e ci si aspetta una gara davvero pazzesca, con il risultato finale di 3-1 per il Barça. Analizzando alcuni dati curiosi, possiamo vedere come il Manchester non abbia mai subito goal in trasferta,segnandone ben 10. Il totale dei goal degli inglesi è stato di 19 reti mentre quelli subiti sono 9 (3 solo nella finale), mentre il Barcellona ha fatto ben 31 goal e ne ha subiti 9, costituendo anche il miglior attacco del torneo.


Luigi Nicchia

1 giugno 2011

Barcellona, campione di tutto ma non sul mercato

Il Barcellona, società indicata da tutti come modello da imitare e seguire; per qualità di gioco e attività di scouting è assolutamente vero, mentre per quanto riguarda il mercato...non la pensiamo allo stesso modo.


Il Barcellona, in questo momento, è sicuramente la squadra più forte e spettacolare al mondo. Purtroppo, però, i responsabili di mercato blaugrana, in queste ultime stagioni, hanno speso tanto denaro e anche male. Se non ci fosse stata la CANTERA e la formidabile rete di scouting catalana, oggi, con ogni probabilità, non avremmo la compagine che ha incantato e stupito l'intero mondo pallonaro; a prova di ciò che affermiamo, elenchiamo tutti i calciatori cresciuti nelle giovanili del club: Messi, Pedro, Bojan, Iniesta, Xavi, Puyol, Pique..insomma l'ossatura della squadra è tutta made in Barca.

Nonostante ciò, c'è una convinzione estremamente diffusa tra gli appassionati di questo sport, quella che vede il Barcellona come il club che si affida totalmente ai propri giovani senza spendere cifre astronomiche per il mercato in entrata. Niente di più falso. La realtà dei fatti non è assolutamente questa e ci sentiamo in diritto di sfatare questo (falso) mito. Sicuramente il Real Madrid si macchia di ineguagliabili e impareggiabili sprechi, ma non è che i blaugrana siano così oculati nell'investire il proprio denaro..vedere per credere:



Gerard Pique: oggi è una delle colonne del Barcellona targato Pep Guardiola, ma quanto ha dovuto sudare per ritagliarsi un posto in squadra? Acquistato a parametro zero dal Manchester United direttamente dalla CANTERA del Barcelona nel 2004, è stato riacquistato dagli spagnoli nel 2008 per 5,5 mln di €.

Cyghrinsky: acquistato per 25 mln di € dallo Shaktar Donetsk, è stato rivenduto appena un anno dopo alla stessa squadra ucraina per 15 mln di €.

Zlatan Ibrahimovic: acquistato per 45 mln di €(+ Eto'o) dall'Inter, è stato rivenduto un anno dopo al Milan per 25 mln di € (in 3 rate annuali).

Gabriel MIlito: Il fratello di Diego, acquistato per 14 mln di € dal Zaragoza, ha giocato in più di 4 stagioni Solo 40 partite ufficiali per via di infortuni e problemi fisici vari. Soldi gettati dal balcone.

Keirrison: acquistato per 14 mln di € dal Palmeiras, è stato girato in prestito prima al Benfica, poi alla Fiorentina, e infine al Santos, dove non è mai riuscito a ripagare i soldi spesi.

Alexander Hleb: acquistato nel 2008 per 17 mln di € dall'Arsenal, è stato girato in prestito prima allo Stoccarda, e poi al Birmingham, senza mai convincere del tutto. Lo perderanno a parametro zero la prossima stagione.

Martin Caceres: acquistato dal Villareal per 16 mln di €, è stato girato in prestito prima alla Juventus e poi al Siviglia, ma non è mai riuscito a mantenere le enormi aspettative.

Gianluca Zambrotta: acquistato per 14 mln di € dalla Juventus in pieno caos Calciopoli, è stato rivenduto al Milan nel 2008 per 9 mln di €.

Deco: acquistato per 14 mln di € (+ cartellino di Quaresma) dal Porto nel 2004, è stato rivenduto nel 2008 al Chelsea per 10 mln di €.

Thiago Motta: ingaggiato dalle giovanili della Juventude (società brasiliana) per 1 mln di €, è stato perso a parametro zero nel 2008. Oggi vale molti, molti, soldi.

Ludovic Giuly: Acquistato dal Monaco per 7 mln di €, nel 2004, dopo la favolosa stagione dei francesi in Champions League. Viene ceduto nel 2007 alla Roma per 3,2 mln di €.

Maxi Lopez: Ingaggiato dal River Plate dietro il pagamento di 6,5 mln di €, viene girato in prestito prima al Maiorca e poi ceduto definitivamente all'FK Mosca dietro il versamente di 2 mln di € da parte della società russa.

Samuel Eto'o: acquistato dal Maiorca per 15 mln di € nel 2004, è stato perso praticamente a zero nell'affare (si fa per dire) Ibrahimovic.

Mascherano: Acquistato per 22 mln di € in questa stagione, ad oggi non ha mai trovato spazio tra i titolari, verrà ceduto sicuramente per molto molto meno..



Soldi bruciati dal Barcellona negli ultimi 6 anni: 134,8 mln di €.

Almeno non sono i più bravi sul mercato...


Enrico Ciccarelli

La Web-Intervista: Fabrizio Zorzoli di Tuttomercatoweb!

Abbiamo intervistato uno dei redattori più apprezzati e "precisi" di Tuttomercatoweb: Fabrizio Zorzoli, tifoso della Sampdoria e grande esperto di calcio.
 

1) Innanzitutto sig.Zorzoli, che squadra tifa (o simpatizza)?
Sono un grande tifoso della Sampdoria dall'età di 6 anni. E' grazie alla passione blucerchiata di mio cognato se ora gioisco o mi arrabbio per questa splendida maglia. E pensare che prima non seguivo nemmeno il calcio...
Con gli anni la mia passione è cresciuta sempre più anche per il mondo pallonaro a 360 gradi e ho iniziato ad interessarmi soprattutto dell'affascinante e infinito bazar che è il calciomercato. Seguo moltissimo il calcio estero, soprattutto i campionati sudamericani.

2) Da quanto tempo collabora per tuttomercatoweb? Precedentemente ha avuto altre esperienze in ambito giornalistico?Collaboro per TMW dal maggio 2008. Da semplice collaboratore sono poi diventato redattore e turnista nel febbraio 2009.
Sempre tra il 2008 e il 2009 ero inviato al "Ferraris" nelle partite casalinghe della Sampdoria delle tre competizioni (Campionato, Coppa Italia, e l'ex Coppa Uefa) che stava disputando la compagine guidata da Walter Mazzarri, per raccogliere le dichiarazioni post gara per la vecchia rubrica "TMW A CALDO - la voce dei protagonisti".
In precedenza avevo collaborato per i siti web
Sportbeat.tv, Novantesimo.it, ilcalciomercato.it e con una radio locale (Genova Sound) che purtroppo non esiste più.


3) Come vede il futuro della sua squadra del cuore, la Sampdoria? Soprattutto in vista della prossima stagione.
Dopo una disastrosa annata, costellata da una serie di scelte scellerate ed errori societari commessi dal maggio scorso ad oggi (partendo dall'ingaggio di Doriano Tosi come diesse e l'inesperto Mimmo Di Carlo per una squadra qualificata ai preliminari di Champions), mi auguro di tutto cuore che si cambi registro. La serie A non può restare senza la Sampdoria e la Sampdoria, ma soprattutto i suoi fantastici tifosi, non meritano la serie B.
Spero che la famiglia Garrone - come peraltro ha già fatto nelle ultime settimane - abbia capito gli innumerevoli errori commessi, come affidarsi ad un commercialista (Guastoni) per questioni calcistiche come il calciomercato o i colloqui esplorativi con dirigenti ed allenatori, non rimpiazzare adeguatamente il bomber della squadra o estrarre dal cilindro per le ultime 10 giornate, fondamentali per la salvezza, un tecnico come Cavasin che non allenava in serie A dal 2007.
La prima mossa del nuovo corso è stata l'ingaggio del direttore sportivo Pasquale Sensibile, che ha mostrato grande competenza e capacità nei due anni trascorsi al Novara.
Adesso è stato scelto anche il nuovo allenatore, che sarà Gianluca Atzori, protagonista di un'ottima stagione alla guida della Reggina, raggiungendo i play-off dove affronterà proprio il Novara di Sensibile.    
Della squadra attuale - sono sincero - terrei solamente 5-6 elementi, tra cui il capitano Angelo Palombo. La società sembra orientata a cedere quei calciatori che percepiscono un ingaggio vicino al milione di euro per abbattere l'alto monte ingaggi. Ma il capitano dovrebbe restare, visto che la sua conferma è stata già la prima richiesta di Atzori, prima di siglare il contratto.
Dovrà essere costruita una squadra forte per risalire subito, con la serie B non si scherza. O si lavora per bene, come hanno fatto Atalanta e Siena l'estate scorsa allestendo squadre di tutto rispetto, o si rischia di fare la fine del Torino...
Certamente la famiglia Garrone dovrà riguadagnarsi tutta la credibilità dei tifosi, persa malamente in pochi mesi di gestione fallimentare.


4) Secondo lei quale sarà il colpo di mercato dell'Estate 2011?
Un argentino tra Aguero e Lamela credo che verrà in Italia. La Juventus sembra fortemente interessata al bomber che ha già annunciato di voler lasciare l'Atletico Madrid, mentre il fantasista del River Plate è conteso da Roma, Milan e soprattutto Napoli.
Certo, se arrivassero entrambi nel nostro campionato, non sarebbe affatto male. Ne guadagnerebbe lo spettacolo, dato che negli ultimi anni il campionato italiano sta perdendo il suo
appeal.


5) Come vede l'acquisto di Pirlo e di Ziegler (e il probabile ingaggio di Pazienza) da parte della Juventus? Sono giocatori degni della Vecchia Signora?
Assolutamente sì, sono pronti per militare nella Juventus.
Facendo una breve analisi sui calciatori in questione, il primo acquisto è stato Andrea Pirlo che conosciamo tutti. Non rientrava più nei piani tattici di Allegri al Milan e per la Juve è davvero un gran colpo. E' stato - e forse lo è ancora - il miglior regista di centrocampo italiano. Con al suo fianco un calciatore più portato all'interdizione come Michele Pazienza, Antonio Conte avrebbe a disposizione un reparto centrale complementare e di assoluto rendimento, praticamente a costo zero (esclusi gli ingaggi). Se poi Marotta e Paratici riusciranno a portare in bianconero anche Inler, come si legge in questi ultimi giorni, la qualità in mezzo al campo si eleverebbe ancor di più.
Il secondo acquisto ufficiale, Reto Ziegler, lo conosco molto bene, avendolo visto continuativamente a Genova nella Samp per quattro stagioni. E' un calciatore molto valido, che purtroppo con Mazzarri non riusciva a trovare spazio all'interno del suo amato 3-5-2. Con l'arrivo di Delneri nella passata stagione la situazione dell'elvetico si è completamente ribaltata, è esploso definitvamente, si è imposto alla grande come uno dei terzini sinistri più continui e completi del campionato, migliorando notevolmente nella fase difensiva, che era il suo vero tallone d'Achille.
Averlo perso a costo zero, però, per la Samp è una grande beffa. Visto che non si trovava l'accordo per il rinnovo, si poteva cedere a gennaio e racimolare qualche milione di euro... Ma probabilmente - dato che sembra aver rifiutato le lusinghe di Milan e Lazio nel mercato invernale - era già in parola con Marotta da qualche mese per andare alla Juve dove Delneri lo avrebbe voluto già nel giugno scorso. 


6) Conoscendo le aspirazioni dei nuovi presidenti, le neopromosse Siena e Atalanta che progetti hanno? Vogliono fare il saliscendi tra Serie A e B, oppure potranno affermarsi come realtà di rilievo del nostro calcio?
La regola fissa per le neopromosse è quella di non fare mai il passo più lungo della gamba. La salvezza deve essere sempre l'obiettivo numero uno. Grazie all'entusiasmo, poi, il risultato può diventare addirittura migliore. Sia Percassi che Mezzaroma sono presidenti ambiziosi e hanno sicuramente voglia di spendere per consolidarsi nella massima serie.
Ci sarà probabilmente il cambo dell'allenatore in entrambe le piazze: il Siena ha perso Antonio Conte che ha realizzato il suo sogno di allenare la Juve, e ora sta puntando con decisione Pasquale Marino, reduce dall'esonero di Parma, mentre l'Atalanta spera nel ritorno di Luigi Delneri, dato che la permanenza di Colantuono non è ancora ufficiale.


7) Mi dia un pronostico, quale sarà la terza squadra ad abbracciare la Serie A fra: Varese, Novara, Reggina e Padova
L'entusiasmo del Padova può risultare determinante. Al momento è la vera mina vagante. Con l'avvento di Dal Canto in panchina la squadra è passata dalla lotta salvezza al quinto posto nella regular season, grazie al successo - decisivo in ottima play-off - in casa del Torino domenica pomeriggio.
Le altre tre squadre sono però state più continue durante tutto l'arco del campionato e non vogliono certo fermarsi sul più bello... Direi che può succedere di tutto.


8) Cosa ne pensa del successo di Leonardo in Coppa Italia? E' l'uomo giusto per l'Inter? Con lui i nerazzurri potranno costruire un ciclo vincente?
Probabilmente senza Eto'o la Coppa Italia non sarebbe finita nella bacheca nerazzurra. Il Palermo ha dominato la gara per larghi tratti, costruendo numerose occasioni da rete e l'Inter si è fatta pericolosa solamente nei due contropiedi concessi dal Palermo che hanno portato alle reti dell'attaccante camerunese.
Leonardo deve migliorare assolutamente nella tattica e più nello specifico l'intera organizzazione difensiva dell'Inter che è stata pessima, anche nel corso del campionato e soprattutto in Champions League: prendiamo ad esempio la gara di Milano contro lo Schalke 04: certi errori non si vedono neanche sui campi di Prima divisione! Lui punta tutto sull'allegria, sul buon umore, sulla famosa "empatia" di mourinhana memoria, ma un allenatore deve anche saper fare ben altro.
Detto questo penso che l'Inter avrebbe dovuto prendere un nuovo tecnico per la prossima stagione, ma non essendoci alternative valide - secondo Moratti - all'ex dirigente e allenatore milanista, proseguiranno insieme ancora per almeno un anno. Non lo vedo assolutamente pronto come allenatore di primo piano e a mio parere non sarà l'uomo determinante per i successi futuri dell'Inter. Se fossi in Moratti cambierei già domani e punterei su un tecnico che garantisce gioco e risultati, italiano e che di gavetta ne ha fatta a volontà: dico Delio Rossi o Gasperini.


9) Per il Napoli, l'anno prossimo sarà l'anno della consacrazione come grande del calcio italiano? Inler, Borja Valero, Matavz, chi arriverà all'ombra del Vesuvio?

Già in questa stagione Mazzarri e i suoi calciatori - bomber Cavani su tutti - sono andati al di là delle più rosee aspettative. Certo, il Napoli ha sognato anche lo scudetto, ma già la Champions diretta è un traguardo straordinario.
Mazzarri è una garanzia, anche se mediaticamente non è il massimo.  Ad aprile (lo fece già alla Samp nel 2008) ha iniziato ad averrtire un  sospetto "mal di pancia". Questo perchè lui vuole il meglio, si sente forte, sa di essere un bravissimo tecnico, è ambizioso e il suo carattere lo porta talvolta a creare problemi come quelli delle ultime settimane. Poi fortunatamente tutto sembra essersi ricomposto tra lui e De Laurentiis.
Con 3 rinforzi di un certo spessore, la squadra azzurra potrà certamente ripetersi anche nella prossima stagione in campionato e non sfigurare in Champions.
Inler è conteso anche dalla Juventus che sembra favorita nella corsa, Borja Valero sarebbe un ottimo elemento per il centrocampo, dove è calda anche la pista che porta a Dzemaili, attualmente a metà tra Parma e Torino e ci sono stati dei contatti per l'honduregno Palacios del Tottenham.
Per ciò che riguarda Matavz, l'attaccante resterà al Groningen, che ha ufficialmente annunciato sul proprio sito l'interruzione della trattativa col Napoli.


10) Come giudica gli acquisti di Taiwo e Mexes da parte del Milan?  Arriverà il "colpo"  di mercato annunciato (e poi smentito..) da Silvio Berlusconi? Se si, secondo lei, chi potrebbe essere?
Taiwo è un ottimo fluidificante mancino, da anni nel mirino delle big italiane. Possiede un gran tiro, ha una bella corsa, è costante nel rendimento ma mi chiedo: bisognava aspettare che costasse zero euro per vederlo in Italia?
Il francese ex Roma è un centrale affidabile, recupererà senz'altro dal grave infortunio ai legamenti e sarà la prima scelta dietro all'intramontabile Nesta e al fenomeno Thiago Silva: ottima scelta da parte della dirigenza rossonera.
Il Milan ora cerca una mezz'ala sinistra. Si fanno tanti nomi, ma sono convinto che verrà fuori un giocatore ancora non menzionato. Il grande colpo? Il sogno - inarrivabile - di Berlusconi è Cristiano Ronaldo, lo ha detto più volte. Io non escluderei il ritorno di Kakà.

11) Ultima domanda, ci regala un'ESCLUSIVA di mercato direttamenta da tuttomercatoweb?
Non occupandomi delle esclusive di TMW, non so proprio cosa dirle... Ci sono degli straordinari responsabili della redazione che riescono a raccogliere numerose notizie e indiscrezioni in anteprima, arrivando prima - mi permetto di dirlo - rispetto alla concorrenza. La invito a continuare a seguire TMW, che è al primo posto tra i portali di calciomercato nell'intero panorama europeo. Ora più che mai, il mercato impazza!

La ringrazio, è stato gentilissimo sig. Zorzoli, alla prossima Web-Intervista!

Enrico Ciccarelli

31 maggio 2011

A me il pallone: Més que un club

Il nostro Francesco Turturiello, inaugura la rubrica "A me il pallone" dove ogni martedì approfondirà i temi più scottanti e bollenti della settimana. Quest'oggi, spazio ad una riflessione sui campioni d'Europa e di Spagna del Barcellona.


Da quando seguo il calcio, e sono più o meno 15 anni, ho sempre cercato sul campo una squadra che incarnasse il senso della parola “Campioni”.
Ho sempre reputato la parola “Campione” logora ed abusata. La si usa per tutto e troppo.
Sono fermamente convinto che non sia il titolo vinto che ti legittima quale “Campione”. Sei il vincitore, sei il primo classificato, ma non necessariamente sei “Campione”.
 
E questa mia teoria, fin’ora mai confutata se non nei ricordi di chi è più grande di me e mi racconta delle grandi squadre del passato, ha trovato riscontro sabato sera, in uno stadio che profuma di storia e che un pezzo di storia l’ha scritta di nuovo.

Il Barcellona è una squadra di “Campioni”. Non perché vincano sempre, non perché siano spesso i primi classificati, ma anche e soprattutto per COME lo fanno.
La cultura sportiva, la cantera, l’allenatore nato e cresciuto nel club, il gioco espresso, il fuoriclasse assoluto con il numero 10, lo stile, la sensibilità.
Non c’è stato nulla del Barcellona di ieri sera che non abbia trasmesso “cultura sportiva”. E voglio andare oltre le analisi tecnico-tattiche che negli ultimi due giorni hanno invaso la rete e la carta stampata. Lo strapotere espresso dalla squadra di Pep Guardiola va oltre ogni commento.

È qualcosa che riguarda un modo di essere, e persino il modo di esultare. La gioia di Pedro, un ragazzino che in finale non sbaglia mai e sembra quasi un predestinato, la rabbia di Messi che urla la sua classe in faccia a quelli che lo tacciano di essere poco decisivo nelle partite “ostiche”, la Coppa sollevata da Abidal che quasi pietrifica dalla commozione gli stessi compagni in un momento che solitamente è di gioia pura, e si trasforma in un inno alla vita e alla speranza.

Una filosofia che vedi dipinta su ogni volto: allegria, gioia dello sport, consapevolezza di essere esempio per gli altri. Nessun tatuaggio stampato su tutto il corpo, nessuno stravizio, nessuna esultanza fuori dalle righe o irriverente. Strette di mano, rispetto e tanta felicità.

“Més que un club”. Sta tutto lì. Non parliamo più di una squadra di calcio. Parliamo di una filosofia di vita e di sport, da insegnare possibilmente ai bambini sia sul campo sia a scuola. Perché con dedizione, lavoro, sacrificio ed umiltà, come ci hanno dimostrato questi ragazzi, si può davvero essere semplicemente “Campioni”.


                                                                 Francesco Turturiello

I consigli di Pietro Pieri: Udinese, investi 50 milioni e sei una corazzata!

Tenere tutti i Big e investire 50 milioni di €: ecco come nasce una nuova Big del nostro calcio.

L'anno prossimo l'obiettivo di molte squadre italiane sarà quello di competere ad altissimi livelli entro i propri confini e non sfigurare in Europa, e a questo proposito, oggi darò alcuni consigli su come fare una campagna acquisti importante cercando di investire non tantissimo (massimo 50 mln di €) costruendo una squadra che sia in grado di vincere lo scudetto e di arrivare il più in alto possibile in Champions League.
Dispenserò questi consigli alla sorpresa dell'ultimo campionato italiano, il "Barca" italico, l'Udinese di Francesco Guidolin:
I Friuliani si schierano con un 3-5-2 molto dinamico, i tre difensori sono Benatia,Zapata e Domizzi, e per puntare piu in alto possibile sacrificherei proprio quest'ultimo dall'undici titolare, e cercherei sul mercato un difensore centrale mancino che mi possa far fare un salto di qualità dal punto di vista tecnico; il nome che faccio è quello di Daniel Agger del Liverpool, il danese, con un offerta tra i 7 e i 9 mln di € si dovrebbe strappare alla concorrenza degli altri club europei. In panchina, per rimpolpare il pacchetto arretrato, prenderei qualche giovane di prospettiva come Giuseppe Rizzo della Reggina, un investimento sui 4mln di € massimo.


Ora che abbiamo sistemato la linea difensiva, passiamo al centrocampo, qui toccherei poco, con Inler ed Asamoah al centro siamo più che coperti, sugli esterni Isla a destra e Pablo Armero a sinistra vanno più che bene; farei solo accomodare Pinzi in panchina e lo sostituirei con un trequartista che faccia da collante tra centrocampo e attacco; bisogna rischiare..volo in Argentina e acquisto "El Coco" Lamela dal River Plate, 15 mln di € cash ed è nostro. Infine, arricchirei la linea mediana con un atleta roccioso, forte e di esperienza: Angelo Palombo è proprio il nome che fa al caso mio, e con 7/8 mln di € dovrebbe liberarsi dalla Sampdoria, soprattutto dopo la retrocessione in cadetteria dei blucerchiati.


Il centrocampo ora è davvero a posto, così possiamo passare al reparto avanzato, dove abbiamo Di Natale e Alexis Sanchez che sono i due titolari, Denis e Corradi i panchinari, ma ci occorre almeno un altro valido attaccante per far fronte a questi due tornei così impegnativi; a questo punto andrei a guardare in casa viola, e Alberto Gilardino non sembra così entusiasta di restare a Firenze ancora a lungo, quindi, con un'offerta di 13 mln di €, dovremmo riuscire a portarlo al Friuli senza troppi imprevisti.
Per ampliare la rosa potremmo anche ingaggiare qualche svincolato, come l'ala Romeo Castelen dell'Amburgo o il centrocampista Reo Coker dell'Aston Villa, giocatori che di sicuro non chiederanno un ingaggio stellare.

I bianconeri sono finalmente pronti ad affrontare Champions e campionato, ed ecco come li schiererei in campo: 3-4-1-2.
Handanovic; Benatia, Zapata, Agger; Isla, Inler, Asamoah, Armero; Lamela; Alexis Sanchez, Di Natale. Ovviamente inserirei nel giro dei titolarissimi anche Domizzi Palombo e Gilardino.

Credo proprio che con una squadra del genere nessun obbiettivo possa essere precluso per la banda di Guidolin e Pozzo, sopratutto in italia...


Pietro Pieri

30 maggio 2011

Palermo, Zamparini hai ancora tanto da imparare..

La sconfitta in Coppa Italia non deve demolire i progetti e le ambizioni della società rosanero; Zamparini deve imparare a far tesoro anche delle sconfitte più brucianti e non commettere gli errori del passato, altrimenti il Palermo rimarrà per sempre una grande incompiuta.


Le lacrime di Delio Rossi, la disperazione dei giocatori, e le probabili sfuriate del presidente Maurizio Zamparini. E' tutto ciò che rimane al Palermo, e ai suoi tifosi, dopo la finale di Coppa Italia di ieri sera, persa 3-1 contro l'Inter di Leonardo.
I rosanero ormai ci speravano nella Coppa, credevano di poter riscattare le due finali perse del '74 e del '79, di essere in grado di conquistare il primo trofeo prestigioso della sua ormai secolare storia; purtroppo Eto'o e soci hanno spezzato a suon di gol ogni tipo di auspicio, e rimandato all'anno venturo i sogni di gloria di Bovo e compagni.
Una stagione iniziata con i migliori propositi, quella 2010-2011, dove si attendevano le definitive consacrazioni di Hernandez e Pastore, dove a tenere banco non dovevano essere gli esoneri e le parole al vetriolo del vulcanico presidente, ma i risultati sul campo e i traguardi di un certo rilievo dopo qualche stagione di appannamento; l'anno della maturazione coadiuvato da mister Delio Rossi e il ds Walter Sabatini, ma purtroppo tutti sappiamo come è andata a finire; a novembre il ds si dimette per alcune divergenze con il numero uno rosanero, a fine febbraio è la volta dell'allenatore riminese, che viene esonerato e sostituito da Serse Cosmi. Intanto i risultati continuano a peggiorare, il club siciliano si trova a metà classifica dopo una serie impressionante di sconfitte in campionato (6 in 7 partite), e i gioielli del Palermo iniziano a non brillare come prima, così viene richiamato al proprio posto Delio Rossi, il quale riuscirà a risollevare le sorti della squadra e a motivare nuovamente i propri calciatori. Il resto è storia recente, il Palermo agguanta la finale di Coppa Italia superando il Milan in semifinale, ma si arrenderà ai campioni del mondo in carica dell'Inter.
Le responsabilità di quest'anno cristallizzato nell'anonimato sono da ricercare in primis a livello societario e poi sul piano tecnico. Zamparini è un grande presidente, abile nel gestire il denaro e a circondarsi di gente competente, ma quando c'è da razionalizzare e resettare i momenti negativi e le partite storte, è il primo a puntare il dito contro i suoi dipendenti, il primo a insultare allenatore e dirigenti sul quotidiano sportivo, uno dei peggiori in Europa.
Cioè che blocca il salto di qualità dei siciliani è proprio il suo modo di porsi, di pretendere sempre troppo rispetto a quelle che sono le reali possibilità della propria squadra, di lamentarsi anche quando le cose vanno più che discretamente.
Forse è stato l'unico presidente in Italia ad esonerare un tecnico quando il club era in 9° posizione (Colantuono nel 2007), in 6° (Guidolin a fine 2007), e 10° in classifica (Delio Rossi quest'anno).
Ha sicuramente il merito di aver portato il Palermo dalla cadetteria alla parte sinistra della classifica nella massima serie, ma ciò non basta; i tifosi e gli amanti del calcio non vogliono che questa crescita si arresti sul più bello, che questo affascinante progetto non trovi la sua definitiva concretizzazione.

Ad ogni modo, le colpe di questo annus horribilis non sono solo del patron; anche le ultime scelte di mercato non sono state delle più azzeccate, e non parlo di Edison Cavani, come i più maligni potrebbero ipotizzare, ma delle cessioni di giocatori come Simon Kjaer e Fabio Simplicio, fondamentali fino all'anno scorso per i rosanero.
L'attaccante uruguagio è stato un affare per il Palermo e per il Napoli, non un errore di Sabatini e co. inutile continuare ad insinuarlo, 18 mln di € sono in linea con la valutazione di mercato che Cavani aveva fino all'anno scorso; anzì, fino a 9 mesi fa, molti tifosi partenopei gridavano allo scandalo per la valutazione attribuita al "Matador". E' troppo semplice sputare sentenze dopo una stagione così travagliata.
Il biondo difensore danese, invece, avrebbe fatto molto comodo a Delio Rossi, soprattutto se si considera che i suoi rimpiazzi sono stati Nicolai Dorin Goian ed Ezeqiuel Munoz, giocatori che hanno mostrato evidenti limiti caratteriali e tecnici costituendo una delle maggiori lacune dell'organico rosanero.
Quest'anno sono rimasto profondamente deluso anche dall'atteggiamento di alcuni calciatori, soprattutto da quello di Javier Pastore, che appena le cose non sono andate per il verso giusto, nel momento in cui non è stato visto come titolare inamovibile, ha letteralmente smesso di giocare, comportandosi da bambino viziato e da atleta poco professionale; questo è un mio consiglio, per diventare un campione non basta il talento, ci vuole anche tanta, tanta, testa.
La speranza è che il Palermo e i suoi tifosi imparino qualcosa da questa brutta finale, e che non sia l'inizio di una nuova demolizione targata Maurizio Zamparini. Il primo passo sarebbe la conferma del tecnico..


Enrico Ciccarelli

29 maggio 2011

Campioni a metà: Sergio Pellissier

Un "Campione a metà" è anche colui che decide di seguire il cuore e non la mente, chi preferisce sentirsi speciale in una piccola piazza che "uno dei tanti" in un grande club, chi preferisce l'affetto dei tifosi ai soldi degli imprenditori.

Quante volte abbiamo sentito parlare di "bandiere" nel mondo del calcio? Ma cosa si intende per "bandiera"? Totti, Del Piero e Javier Zanetti sono da considerarsi tali poichè hanno scelto di sposare la causa delle loro squadre a prescindere dai risultati e dalle scelte degli allenatori e delle società. A dire il vero questi campioni sono comunque riusciti a vincere dei trofei importanti pur scegliendo di rimanere fedeli alle proprie squadre; ma ci sono altri che non hanno avuto la possibilità di regalarsi delle gioie particolari, e tuttavia hanno accettato di vivere la "monotonia" con totale disinteresse verso l'elite del calcio. Il "monotono" per eccellenza è Sergio Pellissier!
L'attaccante di Aosta, cresciuto nelle giovanili del Torino, arriva al Chievo nel 2002 dopo alcune esperienze importanti per la sua formazione, in serie C, con Varese e Spal. Entrato a far parte della "Favola Chievo" (al fianco di un certo Oliver Bierhoff) non tarda a dare quel tocco di magia in più alla squadra: infatti nella sua prima stagione verrà ricordato per aver deciso, con il suo ingresso in campo negli ultimi minuti, alcune gare importanti e difficili da sbloccare per i gialloblu, come contro il Parma e l'Udinese.
Alla fine della prima stagione avrà già collezionato 25 presenze e siglato 5 goal entrando molte volte dalla panchina; un leggero calo di rendimento arriva nella stagione successiva quando il suo bottino si ferma a 3 goal. Stranamente, nel momento in cui il Chievo smette di essere una "favola" e riesce a trovare la sua dimensione da provinciale di Serie A, Pellissier inizia a far fruttare le sue doti da grande attaccante e si erge a protagonista nelle due salvezze dei veronesi del 2005 e 2006 segnando rispettivamente 7 e 13 goal. Nella stagione successiva, nonostante i 9 goal di Sergio, il Chievo non riesce a mantenere la categoria, perdendo lo scontro diretto con il Catania nel neutro di Bologna. In quell'estate molte squadre di A lo cercano (Lazio,Palermo..), ma lui è ormai diventato il simbolo di quella squadra e di quel quartiere di Verona; perciò decide di restare in B, trascinando la sua squadra alla vittoria del campionato cadetto con ben 22 reti!
Nelle successive estati, Pellissier avrà sempre delle richieste e delle proposte da parte di club più importanti (su tutte quelle di Napoli e Roma), ma lui ormai ha deciso: "Sergio Pellissier rimane al Chievo!"; li si trova bene e li riesce ad esprimere al meglio il suo gioco (37 goal in 3 stagioni); li è diventato un giocatore e al Chievo ha dedicato la sua vita calcistica. Chissà se fosse stato più facile per lui cambiare aria e provare nuove esperienze? Chissà se a lui pesa il fatto di non poter ambire a qualche trofeo importante? Chissà se è deluso dal fatto di non trovare molto spazio in Nazionale (dove ha segnato all'esordio con una magnifica acrobazia ndr)?
Sarebbe bello poter rivolgere queste domande a lui per provare capire questa scelta di vita, ma in assenza di questa possibilità posso solo manifestare la massima stima per un uomo e un giocatore che ha SCELTO di essere un "Campione a metà".


Alessio Annino