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3 giugno 2011

Il Diavolo veste rossonero: La miglior difesa è...la difesa!

C'è chi sogna il bomber da venti gol stagionali e chi il fantasista tutto prodezze, ma non c'è niente di più concreto di un'ottima difesa..

Quante volte abbiamo sentito dire la celeberrima frase: "La miglior difesa è..l'attacco?", in realtà non è proprio cosi...basta guardare le classifiche finali dei principali campionati europei per scoprire che tutti le compagini vincitrici hanno stabilito questo primato grazie alle loro impenetrabili difese: gli "illegali" del Barca hanno subito solo 21 gol nella Liga, i ragazzi terribili del Borussia Dortmund hanno dominato la Bundesliga subendo solo 22 reti, anche il sorprendente Lilla di Eden Hazard ha chiuso la Ligue1 con la miglior difesa (36), solo il Manchester United ha vinto la Premier League con la seconda miglior difesa (Chelsea e Manchester City hanno fatto leggermente meglio), questa però è la classica eccezione che conferma la regola.
C'è poco da dire, chi possiede la miglior difesa quasi sempre vince il campionato, anche il Milan campione d'Italia è l'esempio di questa regola non scritta.

La caratteristica predominante di questo 18° scudetto è stata proprio il cinismo, la capacità di chiudere tante partite sul punteggio di 1-0, impossibile non pensare dunque al Milan di Fabio Capello, che dominò tre campionati di fila subendo pochissimi gol e stabilendo con Sebastiano Rossi il record di imbattibilità (929 minuti senza subire reti, ottenuto dalla 16ª alla 26ª giornata del campionato 93/94).

Il parallelo tra il Milan degli "Invincibili" di Capello e quello attuale di Max Allegri non è blasfemo, anzì, a supportare questa tesi c'è un dato eloquente: nel girone di ritorno della stagione 93/94 il Milan subì solo 6 gol in 17 partite, mentre quest'anno i gol subiti nel ritorno sono stati 7 ma in ben 19 gare.
Un dato impressionante, Baresi-Maldini come Nesta-Thiago Silva. I due fenomeni che compongono il pacchetto centrale milanista (chiamato dai tifosi "Il Muro Rossonero") sono definiti dagli addetti ai lavori come i due più forti al mondo, forse solo le coppie Vidic-Ferdinand e Piquè-Puyol possono competere con il 13 e il 33, il livello è alto, altissimo.
La difesa meno battuta del nostro campionato non è formata solo dal "Muro", sarebbe riduttivo dire questo. Ogni giornata era impossibile non osservare sulla fascia destra un ragazzo che correva per tutti i novanta minuti, in grado sia di creare scompiglio nelle difese avversarie che di limitare gente come Cristiano Ronaldo e Samuel Eto'o, stiamo parlando di Ignazio Abate. Il biondo di origini campane è stato più volte lodato da Allegri per i suoi vistosi miglioramenti in fase difensiva, Ignazio (classe '86) è un prodotto del vivaio rossonero ed è stato il miglior laterale destro del campionato per distacco, l'unico forse a non apprezzarlo a dovere è stato il CT della nazionale italiana, Cesare Prandelli, che continua a preferirgli Cassani del Palermo e Maggio del Napoli, scelta francamente incomprensibile.
Sulla fascia sinistra, Gianluca Zambrotta è parso in netta ripresa rispetto al campionato scorso, la stagione per lui è partita in netto ritardo visto gli acciacchi dovuti all'età, ma nella parte finale la sua esperienza in fase difensiva ha dato ulteriore tranquillità al reparto (Allegri lo ha preferito ad un Antonini lontano parente di quello visto la stagione scorsa), un contributo che molti ritenevano ormai insperato visto che la sua carriera sta volgendo al termine.
Impossibile non citare Mario Yepes, il colombiano è arrivato "in silenzio" dal Chievo, 34 anni, ritenuto non più in grado di dare un contributo adeguato ad un top club come il Milan, niente di più sbagliato. Yepes è diventato in poco tempo l'idolo dei tifosi, sostituendo egregiamente, nel momento del bisogno, sia Thiago che Nesta in mezzo alla difesa; se al "Parco dei Principi" e al "Bentegodi" lo rimpiangono ancora oggi un motivo ci sarà..

Il Milan ha capito che un ottimo reparto difensivo può farti partire con un passo avanti rispetto agli altri, e a questo proposito, per la prossima stagione sono stati già acquistati a parametro zero due ottimi giocatori come Philippe Mexes e Taye Taiwo, e allo stesso tempo è stato rispedito al Genoa il "pacco" Sokratis Papastathopulos.
La miglior difesa è...la difesa, penso lo abbiate capito, ovviamente se in avanti hai gente come Ibrahimovic, Pato e Robinho, diventa tutto più facile...


Luigi Galantino

28 maggio 2011

Il Diavolo veste rossonero: Champions, realtà o utopia?

ll nostro Luigi Galantino inaugura  la rubrica "Il Diavolo veste rossonero", dove ogni settimana si parlerà dei temi più importanti in casa Milan. 


Sabato 7 Maggio 2011, Stadio Olimpico di Roma, Milan campione d'Italia per la 18° volta nella sua gloriosa storia.
Feste, lustrini, paiette, moonwalking e chi più ne ha più ne metta.
Tutto strameritato, dopo un campionato dominato dalla quinta giornata in poi, vincendo i due derby stagionali, la Max Allegri-band ha tutto il sacrosanto diritto di festeggiare.
A partire dal giorno dopo, però, forse già nelle interviste post-partita, si è cominciato ripetutamente a parlare del nuovo obbiettivo per la prossima stagione: la Champions League, trofeo entrato a pieno titolo nel DNA di ogni buon milanista.
I sogni aiutano a vivere, non costano nulla, purtroppo però per realizzare questo sogno invece un costo da pagare c'è, ed anche alto. Il costo per 1-2 fuoriclasse insomma...
Sentendo però le dichiarazioni recentissime dell'Amministratore delegato rossonero i dubbi sorgono facili: "Compreremo SOLO una mezz'ala sinistra " ha dichiarato proprio ieri Adriano Galliani, la domanda è spontanea: basta un solo acquisto per vincere la coppa dalle grandi orecchie? La risposta è NI.
Potrebbe bastare, ma solo se il giocatore in questione sia un fuoriclasse assoluto, purtroppo però visto i tempi che corrono le probabilità che il Milan acquisti un campionissimo sono relativamente basse.
Mi direte "ma l'anno scorso la situazione era anche peggiore eppure arrivarono Ibrahimovic e Robinho..". Certo, il primo a stupirsi ed a congratularsi con la società fu il sottoscritto. Quei colpi però furono sintomo di grande scaltrezza ed opportunismo di Galliani, ma non si può parlare certo di un esborso faraonico: Robinho fu pagato con i soldi delle cessioni di Huntelaar e Borriello, mentre Ibra preso a prezzo discount con pagamento rateale, con lo stipendio già pagato dalla cessione futura di Ronaldinho. La Dea Bendata però non sempre è dalla tua parte e non bisogna sempre e solo fare affidamento su qualche combinazione fortunata di eventi.
Insomma quest'anno se si vuole realmente portare a casa gente che ti faccia fare il salto di qualità bisognerà spendere e parecchio.
In questo senso non aiuta di certo il rinnovo di Clarence Seedorf, avrei preferito che il nativo del Suriname prendesse la strada intrapresa dal suo compagno di mille battaglie Andrea Pirlo, in modo da cominciare a ringiovanire sul serio il pacchetto di centrocampo. Non è andata cosi.
Cosa aspettarci dunque da quest'estate? I nomi "caldi" sono tanti: Pastore, Asamoah, Hamsik, Fabregas.
Tutti buoni giocatori, tra questi soltanto Cesc Fabregas a mio parere potrebbe farci fare il salto di qualità, però si sa da tempo che è destinato a tornare in Catalogna, senza contare il valore altissimo di mercato.
Javier Pastore sarebbe una mezza scommessa, ricorda molto Kakà, talento cristallino, peccato che però quest'anno a Gennaio abbia smesso di giocare dopo mesi di paragoni forse troppo esagerati.
Marek Hamsik è il giocatore che Mister Allegri pescherebbe senza pensarci due volte dal mazzo, il suo giocatore ideale: giovane, tanta corsa, inserimenti continui e buona tecnica, dubito che però Walter Mazzarri abbia accettato di rimanere a Napoli sapendo che uno dei suoi tre tenori possa essere ceduto.
Kwadwo Asamoah, invece, si distoglie totalmente dai tre giocatori elencati prima, atleticamente fortissimo, meno tecnico, più un distruttore che un costruttore di gioco, lo vedrei bene come acquisto di "contorno" ma non come fuoriclasse da Milan.
Questi sono solo alcuni della miriade di nomi che sono stati e che saranno fatti per il centrocampo rossonero, non ci resta che aspettare e vedere quale sarà quello ad uscire dal calderone di Via Turati, dopodichè potremmo dire veramente se la Champions sarà un obbiettivo reale o solo un'utopia.
Barcellona e Leo Messi permettendo...

 Luigi Galantino