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Visualizzazione post con etichetta L'editoriale della Settimana. Mostra tutti i post
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18 maggio 2011

L'editoriale della Settimana - Michele Criscitiello a tuttomercatoweb

Questa settimana abbiamo scelto di premiare l'editoriale di Michele Criscitiello apparso su Tuttomercatoweb: a nostro parere sintetizza al meglio i meriti e i demeriti di questo campionato e allo stesso tempo ci apre a suggestivi e impensabili risvolti di mercato.
Il campionato è finito con 90 minuti di anticipo, ormai è già stato detto tutto. Aspettiamo solo la certificazione del quarto posto, che, se dovesse finire così, andrebbe alla squadra che ha meritato di più e che, nel Palazzo, contava di meno; ma soprattutto una squadra che ci ha divertiti per 32 giornate.
Abbiamo davanti agli occhi le immagini della festa di Milano: un trionfo ed una gioia che fanno riscoprire il fascino del campionato più bello del mondo... una volta!
E' lo scudetto di Adriano Galliani, il quale ha confermato, una volta di più, che basta che gli si dia un budget minimo per battere la concorrenza cittadina e nazionale. L'amministratore delegato rossonero le ha indovinate tutte: dalla scelta di Allegri al contratto di Ibrahimovic, dalla sorpresa Boateng alla gestione complessa dei rinnovi contrattuali, facendo slittare tutto a stagione finita. Galliani è uno bravo sul serio, per competenze calcistiche ed amministrative. Un grande capo non è nessuno se non si circonda di uomini vincenti e fidati: Berlusconi ha fatto bingo. Onore ai Campioni d'Italia che adesso preparano solo la sfilata del Friuli, in quella che dovrà essere la festa di tutti.
Vedere la Juventus in ginocchio anche a Parma è la fotografia più significativa da mostrare al buon John Elkann. La sua fortuna è quella di essere nato nella dinastia più importante d'Italia, la sua sfortuna è di aver preso e appreso poco da Gianni ed Umberto Agnelli. Non basta avere un cognome importante ed un'eredità stratosferica per sfondare con le proprie forze. John Elkann le ha sbagliate tutte con la Juventus e ci dispiace anche leggere le mail che ci arrivano, nelle quali veniamo accusati di essere anti-juventini. Cosa assurda. Noi giudichiamo, proviamo a capire se una mossa di mercato è azzeccata oppure sbagliata e, se negli ultimi due anni ci abbiamo preso, siamo consapevoli che non ci volesse il Mago Silva per anticipare i guai bianconeri. Questa Juve rischia di restare fuori dall'Europa nell'anno che precede l'eliminazione di un posto Champions per l'Italia. Il fallimento di quest'anno rischia di pesare molto di più di quel che pensano oggi a Torino. Andrea Agnelli cosa ha fatto per invertire la rotta di un anno fa? Cosa ha fatto il direttore Marotta per meritare la conferma? Caro Del Piero, hai penato tanto per strappare un rinnovo che doveva essere scontato ma che rischia di diventare un pericoloso boomerang.
Nelle redazioni di tutta Italia hanno fatto il giro, in pochi minuti, le immagini delle lacrime di capitan Palombo a Genova. La Sampdoria è, meritatamente, in serie B. Riccardo Garrone non merita una tifoseria come quella della Samp. I suoi errori sono stati palesi, li stiamo evidenziando da inizio anno ma ha fatto tutto di testa sua ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Dal preliminare di Champions alla retrocessione in B. Follia pura. Ha sbagliato in estate a non aver rinforzato la rosa per giocarsi l'accesso all'Europa dei big. Ha fatto male i conti quando pensava di affidare a Di Carlo, un esordiente, una squadra da Champions. E' stato bravo a trattenere ad agosto Cassano e Pazzini ma è stata un'assurdità averli ceduti entrambi a gennaio. Cassano passi pure, ma il "Pazzo" avrebbe garantito quei 6-7 gol in più che avrebbero almeno consentito alla Samp la permanenza in A.
Complimenti a Ficcadenti per il lavoro svolto a Cesena ed a De Canio per quanto fatto a Lecce. La salvezza del Catania con due giornate di anticipo ed il record di punti degli etnei sono la conferma dell'importanza dell'allenatore. Da Giampaolo a Simeone, la squadra, nonostante le difficoltà ed il tempo che correva veloce, ha saputo svoltare. Inizio difficile per l'argentino, poi ha ingranato la marcia giusta e se il campionato fosse proseguito un altro mese, il Catania si sarebbe affacciato anche alle porte dell'Europa. Pietro Lo Monaco non sbaglia un colpo. La prossima scommessa si chiama Dario Marcolin; sarebbe vinta in partenza. Pulvirenti si fidi e lasci le scelte tecniche al direttore. Un buon presidente deve saper delegare, oltre a pagare mensilmente gli stipendi. Mercoledì a Catania inaugurano il nuovo "centro sportivo". E' un gioiello e costruire una struttura del genere al Sud è una vittoria doppia.
Pillole di mercato, perché da oggi si parte: come preannunciato su TuttoMercatoWeb, Zamparini vorrebbe Gigi Simoni a Palermo come direttore generale. Rolando Bianchi è il primo nome sulla lista dell'Atalanta, qualora il Toro non dovesse tornare sù. Il Milan farà un sondaggio per Hernanes ma riceverà solo risposte negative. Siamo scettici sul possibile arrivo di Inler a Napoli. Gilardino sarà la prima mossa della Juventus. Maxi Lopex tra Fiorentina ed estero.
In chiusura tre consigli dal Sudamerica: Danilo del Santos*, il centrocampista che piace a Galliani, Martinuccio, 23 anni, seconda punta del Penarol rivelazione della Copa Libertadores e Ricky Alvarez, 23enne centrocampista mancino del Velez, che sta esplodendo e ha la tecnica del classico fantasista sudamericano, con in più un fisico da 190 centimetri per 83 chili.

* Danilo è stato segnalato nel nostro "Speciale Sudamerica" a cura del Sapientone.

Michele Criscitiello

11 maggio 2011

L'editoriale della settimana - Gianluca Di Marzio

 Juve, il nuovo borsino della panchina. Inter, quell'idea chiamata Giuseppe Rossi. Milan, Taiwo congela Ganso. mentre Caniggia propone al Napoli un altro Boateng...

Torino, casa Juve, il giorno del Cda. Il giorno, forse, giusto per capire qualcosa in più sul futuro allenatore bianconero. Delneri è sceso dalla giostra, tutta colpa dell'ennesima rimonta subita, crollate in una notte le possibilità di giocarsi la conferma all'ultima curva. Il borsino fresco fresco sulla panchina vede così quattro candidati in corsa, due favoriti e due difficilmente raggiungibili. Al primo posto (50%) c'è Walter Mazzarri, sedotto e poi un pò abbandonato dalla Juve negli ultimi giorni, troppa confusione mediatica, troppo alto il rischio di un incidente diplomatico con il Napoli, qualche dubbio su Mazzarri fuori dal campo, non sicuramente come allenatore. Poi, Delneri si è eliminato da solo lunedì sera, Mazzarri ha così ripreso quota (in attesa poi di parlarne con De Laurentiis) e mantenuto un discreto vantaggio su Antonio Conte (30%), il più gradito dalla tifoseria. Contro il Chievo, il suo nome è stato scandito pochi minuti dopo il fischio iniziale, è lui il prescelto per la gente, la sua candidatura c'è e verrà valutata con attenzione, indipendentemente dal messaggio lanciato dagli spalti. In ribasso, invece, altri due nomi: Villas Boas (10%) perché vuole rimanere un altro anno al Porto e giocare la Champions con la squadra della sua città e perché ha una clausola rescissoria di 15 milioni di euro, Mancini (altro e ultimo 10%) perché difficilmente lascerà il City dove guadagna bene, può spendere tanto e comprare chi vuole (Sanchez, il primo obiettivo). Sarebbe perlomeno curioso, però, che si ritrovasse Tevez a Torino, l'affare va avanti comunque a prescindere, la Juve è convinta di potercela farcela, anche senza Europa principale. Su Carlitos, l'Inter resta vigile ma non ha attualmente intenzione di affondare, discorso diverso invece per Giuseppe Rossi: nell'ultimo blitz spagnolo, Piero Ausilio (braccio destro di Branca) ha visto Villarreal-Porto seduto vicino a Federico Pastorello, l'agente (assieme al fratello) del Pepito. L'Inter sarebbe anche convinta, piace sia come giocatore che come ragazzo, non è però previsto attualmente un colpo da 30 milioni in attacco, ruolo non ancora scoperto, tra qualche settimana chissà. Se invece dovessero essere ceduti Pandev (e Mariga) o Milito, allora il discorso si farebbe diverso, molto più interessante, dipende però anche dal Barcellona, già molto avanti nella trattativa col Villarreal, pronto a chiudere in tempi brevi. Ha già chiuso due acquisti il Milan: Mexes e Taiwo, rinforzata la difesa, Allegri sarà contento. Il nigeriano verrà tesserato come extracomunitario se entro l'inizio di Luglio non si concluderanno le pratiche per avere il passaporto francese, ecco uno dei perché della frenata per Ganso, oltre a quei dubbi fisici (un altro infortunio, l'ennesimo) ed economici (servono minimo 30 milioni, forse di più) che da tempo incidono sulla scelta di non stringere definitivamente col Santos. Intanto, a Napoli si è visto Claudio Caniggia, da attaccante correva come una scheggia, adesso studia per diventare un agente di grido. Si è visto a Castel Volturno con Riccardo Bigon, gli ha proposto una serie di giocatori, uno sicuramente si chiama Boateng, non è il terzo fratello di Kevin Prince (quello del Milan) e Jerome (il difensore del City). Lui di nome fa Derek, ha 28 anni, gioca nel Getafe e fa il centrocampista centrale, come ruolo sarebbe ideale per il Napoli, le prime impressioni però non sono esaltanti. Lo manda Caniggia, per adesso non basta la parola. 

                                                                    Gianluca Di Marzio per tuttomercatoweb

8 maggio 2011

L'editoriale della Settimana - Franco Rossi su tuttomercatoweb

L'editoriale della settimana oggi lo dedichiamo al giornalista e opinionista sportivo Franco Rossi, che secondo il nostro parere ha sintetizzato al meglio il motivo per cui il Milan ha meritato a mani basse lo scudetto 2010/2011



Il gap dall'Inter l'ha colmato Ibrahimovic che ha trascinato il Milan al diciottesimo scudetto. Il giorno del suo acquisto si disse che da solo avrebbe dato alla squadra dieci punti in più, proprio quelli che mancavano per raggiungere i nerazzurri. Ibra ha travolto e stravolto gli avversari nei primi due terzi della stagione quando il Milan ha accumulato il vantaggio che poi ha saputo amministrare. E' suo il merito più grande di questo scudetto: con le sue giocate, con i suoi gol e con la sua straripante potenza. E subito dopo viene Thiago Silva, che ha saputo formare, con chiunque gli giocasse vicino, la coppia difensiva più forte del campionato italiano. Terzo grande protagonista Allegri. Ha cominciato la stagione con tremiti e tremori, poi, gradatamente, ha saputo trarre lezione dai suoi stessi errori e nella seconda parte della stagione ha domato lo spogliatoi con grande autorevolezza. E poi l'infinita classe di Seedorf, che nella fase più delicata ha giocato partite davvero straordinarie, una su tutte, il derby, dove ha letteralmente insegnato calcio come solo i veri campioni sanno fare. Il diciottesimo titolo del Milan è stato vinto con un anticipo così marcato che non accadeva dai tempi dell'Inter dei 97 punti. Frutto di una campagna acquisti estiva di grande livello che è stata poi perfezionata da quella invernale. Il Milan merita gli applausi degli appassionati: è stata la squadra più continua e quella che ha saputo adattarsi meglio alle difficoltà del campionato.